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La Direttiva UE n. 957 del 2018





In aggiunta alle disposizioni sulla parità di trattamento dei lavoratori distaccati, la Direttiva UE n. 957 del 2018 sostituisce il riferimento alle “tariffe minime salariali” con quello più ampio di “retribuzione”, intesa come insieme degli elementi costitutivi della stessa previsti da disposizioni legislative, regolamentari, amministrative e dai contratti collettivi.

Ed infatti, la Direttiva amplia le materie per cui si prevede l’applicazione della legge dello Stato membro ospitante (alloggio, indennità o rimborso spese di viaggio, vitto e alloggio in caso di trasferte o viaggi richiesti dalla società distaccataria).

Inoltre, la Direttiva introduce il concetto di ”trasparenza retributiva”, obbligando ciascuno Stato membro a pubblicare sul sito web istituzionale tutti gli elementi di cui è composta la retribuzione, così come tutte le altre condizioni di lavoro e di occupazione applicabili al lavoratore distaccato in base a leggi, regolamenti o contratti collettivi vigenti nello Stato di distacco.

Di particolare rilievo è che la Direttiva, recepita in Italia con D.Lgs n. 122/2020, dispone la diminuzione da 24 a 12 mesi del periodo massimo di distacco. Dopo i 12 mesi (estendibili a 18 con notifica motivata del prestatore di servizi), al lavoratore distaccato verranno applicate le condizioni di lavoro e di occupazione previste dallo Stato membro ospitante ad esclusione delle procedure, le formalità e le condizioni per la conclusione e la cessazione del contratto, le clausole di non concorrenza ed i regimi pensionistici integrativi di categoria.

In particolare, dopo 12 mesi, al lavoratore distaccato sarà applicata la normativa in materia di contribuzione previdenziale dello Stato membro di distacco. Nel caso in cui il lavoratore distaccato sia sostituito da un altro lavoratore, il periodo di 12 mesi (o 18 mesi) dovrà essere calcolato sommando i periodi di distacco di ciascun lavoratore.

In concreto, il Decreto di recepimento ha apportato delle modifiche alla vigente disciplina del distacco transnazionale dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi, contenuta nel D.Lgs. n. 136/2016, novità entrate ufficialmente in vigore il 30 settembre 2020.

Le principali novità riguardano:

  • L’ampliamento delle garanzie relativamente ai profili retributivi, indennitari ed alle condizioni di alloggio per i lavoratori distaccati che vengono quasi completamente equiparati ai lavoratori dipendenti dell’impresa distaccataria (principio della lex loci laboris).
  • L’estensione della disciplina sui distacchi anche alle agenzie di somministrazione di lavoro che debbono distaccare un lavoratore presso un’impresa utilizzatrice avente la sede o una unità produttiva in uno Stato membro.
  • L’individuazione del distacco di lunga durata (superiore a 12 mesi, estendibili a 18 mesi in presenza di motivate esigenze ed a determinate condizioni) superati i limiti del quale si applicano, in favore dei lavoratori distaccati, pressoché integralmente le condizioni di lavoro e di occupazione previste per i lavoratori occupati nel nostro Paese.

Inoltre, vengono introdotti alcuni specifici obblighi informativi in caso di somministrazione transnazionale.

  • l'impresa utilizzatrice che ha sede in Italia è tenuta a informare l'agenzia di somministrazione distaccante delle condizioni di lavoro e di occupazione che trovano applicazione;
  • nell’ipotesi in cui invii il lavoratore (nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi, diversa dalla somministrazione) presso altra impresa, l'impresa utilizzatrice che ha sede in Italia deve informare senza ritardo di tale invio l'agenzia medesima;
  • nelle ipotesi di invio in Italia di lavoratori da parte dell'impresa utilizzatrice, quest'ultima è tenuta preventivamente a comunicare per iscritto all'agenzia di somministrazione - ai fini degli obblighi di comunicazione (a carico di quest'ultima) al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - le informazioni relative: al numero e alla generalità dei lavoratori interessati; alle date di inizio e di fine della prestazione transnazionale di servizi; al luogo di svolgimento di quest'ultima; alla tipologia dei medesimi servizi.



 

 

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